Fondo coronavirus per host Airbnb: come funziona

La crisi da COVID-19 ha portato numerosi problemi a chi affittava il proprio alloggio a turisti e si è visto travolgere dalle cancellazioni: ecco perché è stato istituito da Airbnb un fondo coronavirus per host. Si tratta di 250 milioni di dollari messi a disposizione di coloro che hanno subìto delle cancellazioni in seguito all’emergenza.

Ma come funzionano queste misure, e chi ne ha diritto? Come si fa a richiedere il denaro, e a quanto ammonta? Abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza aiutando chi è in questo settore a capire cos’è successo e cosa si può fare.

Affronteremo in breve tutti gli aspetti legati alle misure prese dal portale americano a favore degli host, compreso il “fondo superhost”, un aiuto dedicato a questa specifica categoria. Infine ti daremo anche qualche suggerimento su come ripartire velocemente appena sarà possibile. Iniziamo subito!

Rimborsi per gli host: come fare

fondo di soccorso per superhostA partire dalla fine di febbraio 2020, dopo la Cina anche l’Italia e poi altre nazioni sono state colpite dall’emergenza coronavirus. La particolare situazione e la necessità di tutelare la sicurezza nazionale, hanno spinto tutti i portali tra cui Airbnb a consentire ai viaggiatori di cancellare gratuitamente ogni loro prenotazione, anche qualora ciò non fosse permesso dalle politiche di cancellazione.

 

Per questo motivo, gli host sono stati costretti a restituire importi che in situazioni normali non sarebbero stati tenuti a rimborsare.  Anche le OTA dal canto loro, hanno rinunciato completamente alle commissioni che gli spettavano.  Queste operazioni nel loro complesso si applicano in casi di particolari emergenze, e prendono il nome di “termini delle circostanze attenuanti”. Sebbene quindi nulla sarebbe dovuto agli host, Airbnb ha comunque deciso di andare loro incontro offrendo un parziale rimborso. Vediamo come funziona.

 

Le prenotazioni coinvolte: a chi spetta il denaro.

Partiamo dalle prenotazioni che rientrano in questo programma. Hanno diritto ad avere il rimborso gli host che avrebbero potuto beneficiare di una penale di cancellazione che tuttavia gli è stata negata relativamente a soggiorni prenotati entro il 29 Febbraio con check-in tra quello stesso giorno e il 31 maggio 2020. Se quindi ad esempio la cancellazione riguarda un soggiorno con inizio il 27 febbraio e termine il 4 marzo, il risarcimento non è previsto.

 

 

In cosa consiste il rimborso: l’aiuto offerto da Airbnb. 

Il portale rimborserà il 25% di quanto un host avrebbe ricevuto in condizioni normali. In altre parole in assenza delle circostanze attenuanti, un host avrebbe avuto diritto ad incassare una penale di cancellazione se la disdetta fosse pervenuta dopo una certa data: ebbene Airbnb reintegrerà 1/4 di questo valore. Facciamo un esempio: mettiamo che il valore della prenotazione fosse di 400 €, e che  la tua politica prevedesse un rimborso del 50% per cancellazioni entro una settimana dal check in. In sostanza, con un cancellazione 3 giorni prima dell’arrivo, in questo caso avresti avuto diritto a 200 €, che però non hai ottenuto. Il portale in questo caso ti rimborserà un importo di 50 €, ovvero il 25% di quello che ti sarebbe spettato. Il denaro verrà inviato all’host su base mensile, e non alla notifica di ogni singola disdetta.

 

Ma non è finita qui: Airbnb darà la possibilità ai guest che hanno soggiornato in passato in ogni alloggio di donare qualcosa a sostegno degli host che li hanno accolti. Potrebbe significare un ulteriore supporto da parte della community.

 

Fondo Superhost Covid-19: come funziona

Un occhio di riguardo e stato riservato ai Superhost, ovvero i gestori più virtuosi che nell’ultimo anno hanno dimostrato di saper fornire alti standard qualitativi. Per loro il portale americano ha messo a disposizione 10 milioni di dollari, di cui 1 donato dai dipendenti e gli altri 9 dai tre soci fondatori.

In cosa consiste? I proprietari che rispettano i requisiti imposti potranno avere diritto fino a un massimo di 5.000 $ a fondo perduto, da usare come meglio credono.

 

 

Ecco i vincoli da rispettare:

  • possedere non più di 2 annunci mettendo a disposizione la propria abitazione principale o quella secondaria;
  • avere un identità verificata;
  • dimostrare che il portale rappresenta un’importante fonte di reddito;
  • avere subito significativi danni dall’emergenza COVID-19;
  • Essere superhost da più di un anno;

 

Critiche e considerazioni

rimborsi per hostMolti gestori si sono lamentati riguardo l’intervento messo in campo da Airbnb, sostenendo che si tratta di un importo troppo basso, non sufficiente a rimediare i danni provocati dall’annullamento delle politiche di cancellazione.  Sicuramente questo punto di vista è comprensibile, ma siamo dell’idea che sia quantomeno da apprezzare il gesto: di fatto nessuno dei concorrenti ha messo in atto politiche simili. E’ anche apprezzabile notare che il fondo di soccorso per i superhost è stato creato con una donazione da parte dei dipendenti di Airbnb, oltre che dei fondatori. Non è poco, e dimostra quanto il portale americano ci tenga a dimostrare un approccio familiare anche verso i propri partner.

 

Un’altra delle critiche mosse dai gestori è stata quella di avere dovuto subire passivamente le decisioni della piattaforma senza poter dire la loro. Questa è senz’altro un’osservazione corretta, tant’è che il fondatore Brian Chesky in un video messaggio si è pubblicamente scusato di questo. Evidentemente, in quei momenti concitati, sono stati commessi degli errori.

 

Preparazione e formazione: la basa da cui ripartire

Molti proprietari di appartamenti ci contattano per chiederci suggerimenti o consulenze riguardo alle strategie da intraprendere per ripartire una volta che l’emergenza coronavirus sarà superata. Se anche tu sei tra questi, ti ricordiamo alcuni dei nostri servizi:

 

Se pensi di aver bisogno di una mano non esitare a contattarci e spiegarci qual è il tuo obiettivo: saremo felici di aiutarti a raggiungerlo!

By |2020-04-04T18:00:26+00:007 Aprile 2020|Blog|

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