Torniamo a parlare di un argomento molto importante per gli host. Non tutti, infatti, sanno che una casa vacanze può essere gestita in forma non imprenditoriale, ovvero occasionalmente, come persona fisica, e senza la necessità di aprire una Partita IVA. Ne abbiamo parlato molto spesso, ma le norme cambiano di continuo e inoltre è un argomento così importante che è giusto trattarlo per comprenderne meglio le implicazioni.

 

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Scopriamo allora la normativa locazione turistica non imprenditoriale, tutto quello che c’è da sapere per avviare un’attività nel settore degli affitti brevi senza la partita IVA. Non dimenticare di iscriverti al nostro canale Youtube Turidea per ottenere sempre nuovi consigli e migliorare la tua attività di host.

Normativa fiscale 2022 case vacanze

come funziona locazione non imprenditorialeOggi il settore degli affitti turistici sta conoscendo un momento di ripresa, in quanto le persone hanno ricominciato a viaggiare dopo la pandemia e preferiscono vacanze flessibili e non scandite dagli orari degli hotel. Ecco perché è un buon momento per avviare un business nel settore degli affitti brevi.

 

In alcuni casi, è possibile aprire una casa vacanze in forma non imprenditoriale. Le normative a cui facciamo riferimento quando parliamo di come avviare un business nel mondo degli affitti turistici in modalità occasionale sono il Codice Civile (art. 1571 e seguenti) e le leggi regionali riferite alla Riforma della legislazione nazionale del turismo numero 135/2001.

 

Infatti, la normativa casa vacanze varia in base alla regione in cui essa si trova. Invitiamo dunque tutti gli host a verificare cosa dice la Legge nella propria regione oppure di contattarci per ottenere una consulenza rapida di approfondimento.

 

In alcune regioni è richiesto un requisito per gestire una casa vacanze in modalità non imprenditoriale: l’occasionalità. Altro limite è quello del numero degli appartamenti che si possono affittare che, con la Legge di Bilancio 2021, è salito a quattro. Chi mette in affitto cinque o più appartamenti, deve quindi aprire la partita IVA in quanto sta dirigendo un’attività imprenditoriale.

 

Ricordiamo che queste regole si applicano su immobili a uso abitativo, e non commerciale, rientranti nella categoria catastale da A1 a A11 (tranne la A10) affittati a persone fisiche, anche con l’ausilio di intermediari, fino a 30 giorni consecutivi.

 

Come funziona la locazione non imprenditoriale

numero appartamenti nelle locazioni breviSi può affittare casa senza Partita IVA? Trattiamo l’argomento anche nei nostri corsi personali per gestori Masterhost, ideali per chi vuole aprire una casa vacanze o migliorare il suo business nel settore. Come abbiamo visto, la risposta è sì, ma a patto che si rispettino le suddette condizioni.

 

L’affitto di un’abitazione a scopi turistici e rimane nell’ambito del diritto di godimento della propria casa. Quindi, così come un proprietario può locare la propria abitazione senza partita Iva per lunghi periodi, lo può fare anche per brevi periodi. Come abbiamo detto, alcune regioni in questo caso pongono un limite di apertura mensile, altre no.

 

Dicevamo che tuttavia, nel caso di locazione non imprenditoriale (senza partita Iva) ci sono alcune limitazioni da rispettare. Il locatore in questo caso:

  • può mettere a disposizione prestazioni accessorie, come le pulizie o la presenza di una rete wifi, ma non è possibile offrire agli ospiti servizi tipici di hotel e B&B come colazione o noleggio veicoli;
  • non è necessaria l’emissione di una fattura, ma solo di una semplice ricevuta non fiscale;
  • non è obbligatorio registrare un contratto di locazione, ma lo diventa se il soggiorno supera i 30 giorni;
  • non è possibile detrarre i costi;
  • non può superare un tempo massimo di apertura e deve accontentarsi di un piccolo reddito.

 

La convenienza di una modalità piuttosto che dell’altra risiede nella situazione personale di ogni host. Se non si hanno particolari esigenze di gestione, è possibile condurre in modo famigliare un’attività di gestione di affitti turistici, su uno o al massimo quattro appartamenti,  evitando i costi legati alla fiscalità del business imprenditoriale.

 

Se invece un host prevede che la propria attività imprenditoriale è quella principale o desidera comunque massimizzare le entrate aggiungendo altri servizi, detrarre i costi e tenere aperto tutto l’anno in tutte le regioni, allora conviene avviare una partita IVA, nonostante le tasse e gli oneri.

 

Infine, la partita IVA consente di offrire agli ospiti qualsiasi servizio di tipo alberghiero, lasciando loro un ottimo ricordo della permanenza e migliorando il passaparola.

 

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La dichiarazione dei guadagni

L’host che gestisce la sua casa vacanze in forma non imprenditoriale deve dichiarare i guadagni derivanti da questa attività.

 

Ricordiamo che in questo caso sono possibili due scelte: dichiarare l’importo complessivo ricavato dai canoni di locazione e applicare ad essi la cedolare secca del 21% sul totale dell’incasso, oppure cumulare il reddito percepito grazie alla casa vacanze con altri soggetti ad Irpef.

 

Conclusioni

normativa fiscale 2022 case vacanzeL’argomento dell’apertura della partita IVA per gestire una casa vacanze in forma imprenditoriale interessa molto i nostri clienti e tutti gli host che decidono di intraprendere un business nel settore degli affitti brevi.

 

In questo articolo abbiamo ripreso le informazioni più importanti, sperando di aver risolto i dubbi più diffusi. Prima di intraprendere questa attività secondo una delle due modalità indicate, consigliamo comunque di rivolgersi a un commercialista esperto per togliersi qualsiasi dubbio.

 

Noi di Turidea siamo al fianco degli host per offrire consigli sulla gestione affitti brevi e anche per sollevare gli host dai loro impegni più duri. Scopri i nostri servizi di gestione completa o parziale dell’appartamento, per dedicarti alle tue attività sapendo che la tua casa vacanza è nelle mani di esperti del settore.