Quanto costa aprire una casa vacanze: la guida

Sono tanti in Italia i proprietari di seconde case che, per vari motivi, non riescono a utilizzarle quasi mai durante l’anno. Questa situazione non produce alcun ricavo e anzi, al contrario, genera costi che non vengono recuperati. Il recente sviluppo degli affitti brevi ha rappresentato una valida soluzione a questo problema, sia per la crescita del settore turistico, sia per la flessibilità che questo modello permette, senza dimenticare la sicurezza dei pagamenti.

 

Bene ma, quanto costa aprire una casa vacanze? Quali sono i costi che un proprietario deve mettere in conto per avviare e mantenere un business di questo tipo? C’è un modo per investire in maniera oculata i propri soldi evitando sprechi inutili?

 

Nell’articolo di oggi proveremo proprio a rispondere a queste domande, cercando di catalogare ed analizzare quali sono le diverse tipologie di spesa che deve affrontare chi si approccia a questo settore. Se sei interessato all’argomento, continua a leggere: ti basteranno pochi minuti per farti un idea concreta, così potrai applicare quanto imparato alla tua specifica situazione!

 

Le spese burocratiche di inizio attività

La prima categoria di costo che andiamo ad analizzare riguarda le spese burocratiche da sostenere per l’inizio dell’attività di locazione turistica. Va chiarito innanzitutto che esistono diverse modalità per gestire un alloggio turistico, a seconda che lo si faccia in maniera imprenditoriale o meno.

 

Analizzeremo la gestione “non imprenditoriale” dato che è la più diffusa da chi intende affittare senza aprire una partita IVA. Ebbene per cominciare, in questo caso è necessario rivolgersi al proprio comune. Ogni comune ha il proprio modulo di richiesta: il proprietario dovrà scaricarlo, compilarlo e rispedirlo all’ufficio competente.

 

 

 

Quanto costa questo procedimento? Essendo di competenza comunale, è evidente che la risposta varia di caso in caso ma, in base alla nostra esperienza di gestione e consulenza in materia di affitti breve, possiamo affermare che nella maggior parte dei casi non c’è assolutamente nulla da pagare. Quelle rare volte in cui è stato richiesto dai comuni un compenso, si è trattato di cifre minime… qualche decina di euro.

In poche parole, per lo meno da un punto di vista burocratico, iniziare l’attività di locazione turistica è pressoché gratuito!

 

Migliorie, consulenze e manutenzioni: gli investimenti necessari

spese burocratiche da sostenerePassiamo ora ad un’altra categoria di spesa estremamente importante per capire quanto costa aprire una casa vacanze, perché riguarda elementi che hanno un gran valore per il turista. Stiamo parlando di consulenze, migliorie e manutenzioni.

 

I soldi investiti in queste aree sono strategici, perché influenzano quegli aspetti che impattano direttamente sulla qualità della tua offerta, e di conseguenza sui tuoi profitti. Spendere bene i soldi in questa fase significa incrementare la soddisfazione dell’ospite, e quindi i propri guadagni.

 

Partiamo dalle migliorie: quasi nessun appartamento si trova da subito nelle condizioni ideali per ospitare turisti. Molte abitazioni sono rimaste sfitte per diverso tempo, oppure erano destinate ad affitti classici per periodi pluriennali: si tratta di esigenze ben diverse da quelle turistiche. Il primo passo quindi è effettuare delle spese di ammodernamento, che possono essere strutturali (nel caso di appartamenti datati) o estetiche nel caso di alloggi più nuovi. In entrambi i casi comunque, sarà necessario investire su quegli accessori che abbiano un ottimo valore per la categoria dei viaggiatori, tralasciando spese inutili sul resto. Un esempio? Il Wi-Fi potrebbe essere inutile per un residente che ha un buon traffico dati sul cellulare, ma è invece essenziale per un turista che si trova all’estero e non vuole pagare extra esorbitanti per internet.

 

 

Ok ma come conoscere quali sono gli aspetti importanti su cui investire? E come applicare queste conoscenze alla propria casa? Beh ci sono due modi: il primo è studiare per conto proprio e approfondire, il secondo è farsi aiutare da chi ha esperienza nel settore. Se non hai tempo, chiedere una consulenza preparatoria ad un professionista ti consentirà di risparmiare molti soldi. Perché? Per due ragioni: la prima è che non sprecherai denaro in cose inutili, il secondo è che eviterai molti errori. Gli errori costano caro: pensa solo quanto ti potrebbe costare sbagliare un prezzo o sovrapporre due prenotazioni utilizzando più portali! Se consideri che un soggiorno di qualche notte può valere tranquillamente 200-300€, i conti sono presto fatti. Per aiutarti in questo ambito, noi di Turidea abbiamo messo a tua disposizione sia dei corsi di formazione per gestori, che delle consulenze rapide per dubbi specifici.

 

Infine, non vanno trascurate le manutenzioni. Se certe imperfezioni possono essere tollerate in un affitto tradizionale, quando si affitta a turisti tutto deve essere perfetto! Una parete scolorita, la lavatrice che funziona solo su certi programmi, il tavolo che balla…. sono tutti difetti da sistemare immediatamente, perché se a notarli è il viaggiatore, potrebbe riportarli nella sua recensione danneggiando la reputazione del tuo alloggio.

 

Tasse: quanto si paga?

quanto si paga di tasseDurante i nostri corsi di formazione per gestori professionisti, molto spesso ci chiedono quante tasse si pagano negli affitti brevi. Ci sono due alternative percorribili: la cedolare secca, ed il normale regime IRPEF.

 

  • Cedolare secca. La recente normativa ha chiarito che anche le locazioni turistiche fino a 30 giorni possono beneficiare della cedolare secca al 21%. Questa è un imposta sostitutiva particolarmente vantaggiosa, dato che è inferiore a ogni scaglione IRPEF e permette di non pagare le imposte di registro del contratto di affitto.
  • Regime IRPEF. Gli scaglioni IRPEF partono dal 23% per redditi fino a 15.000€ fino ad arrivare al 43% per redditi oltre i 75.000€. Questa opzione conviene solo se il proprietario ha dei costi da scaricare e portare in deduzione o detrazione, come ristrutturazioni, contributi familiari, ecc. In caso contrario, la cedolare secca è sempre consigliabile.

 

Gestione da parte di terzi: il servizio Turidea

Non tutti hanno tempo e modo di dedicarsi completamente alla gestione di un appartamento turistico, anche perché questa attività porta via tempo e richiede una presenza costante. In ogni momento gli ospiti potrebbero aver bisogno di assistenza: chiavi smarrite, acqua calda che non va, Wi-Fi difettoso ecc. Bisogna sempre essere a disposizione, senza considerare il tempo necessario al check-in, le pulizie e il cambio biancheria ecc.

 

Se vuoi mettere a reddito un immobile senza occupartene, l’unica soluzione è affidarsi a dei professionisti. Noi di Turidea ti possiamo aiutare in questo, fornendoti due tipi di servizi:

  • Servizio Online: creazione annunci, ottimizzazione dinamica dei prezzi, gestione calendari, pagamenti, assistenza online all’ospite.
  • Servizio Completo: aggiunge a quanto sopra l’accoglienza, ovvero check-in e check-out, assistenza in loco, coordinamento delle pulizie ecc.

 

Oltre questo, se vuoi fare da solo, ti ricordiamo che possiamo aiutarti con:

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile, e ti ricordiamo che sul nostro blog puoi trovare altri articoli utili, e puoi anche seguire i nostri video gratuiti tratti dal canale Youtube Turidea!

By |2020-10-02T11:01:37+00:0020 Ottobre 2020|Blog|

Leave A Comment