Ultimamente si sente molto parlare di sharing economy: cos’è? Come funziona? Come si applica al settore degli affitti brevi? Daremo risposta a queste domande nelle prossime righe.

 

Noi di Turidea siamo sempre molto attenti alle ultime tendenze, sia di viaggio che di mercato, e vogliamo comunicare a tutti voi host, tramite consulenze affitti brevi e corsi per proprietari di alloggi, ciò che scopriamo.

 

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La sharing economy è un fenomeno che sta influenzando molto il mercato immobiliare, che si sta facendo sempre più moderno e digitalizzato, aprendo le porte a nuove opportunità di guadagno. Approfondiamo meglio l’argomento qui di seguito. Nel frattempo, per ottenere nuovi consigli gratuiti sul tuo business nel mondo degli affitti brevi, ricordati di iscriverti al nostro Canale YouTube Turidea.

Sharing economy: cos’è?

cos'è la sharing economyPartiamo innanzitutto da una definizione di sharing economy. Con questo termine si indica un insieme di attività che consente a una serie di utenti di accedere e condividere con altri delle esperienze o servizi. Il più delle volte, queste attività sono consentite dall’uso della tecnologia.

 

Si tratta di una pratica abbastanza antica, anche se il termine sembra essersi diffuso solo negli ultimi tempi. Il motivo è semplice: la condivisione è sempre stata, nel corso dei secoli, un modo per ottenere profitto o accesso a dei vantaggi. Tuttavia, è solo con le tecnologie digitali che si è potuto mettere in pratica un modello di sharing economy diffuso e alla portata di tutti.

 

Forme imprenditoriali collegate alla sharing economy sono il noleggio di veicoli nelle città, come auto, bici, monopattini elettrici, che oggi si possono ottenere a prezzi davvero bassi e semplicemente prenotando una app. Fanno parte della sharing economy anche le attività come gli home restaurant, vere e proprie cucine professionali che consentono agli avventori di gustare piatti preparati in una casa dal proprietario.

 

Caratteristiche della sharing economy nel mondo degli affitti brevi

Dalla definizione di sharing economy è possibile comprendere il suo rapporto con gli affitti brevi: i tuoi ospiti utilizzano spesso piattaforme digitali per poter prendere in affitto, seppure per un breve periodo, il tuo alloggio.

 

Grazie a questo modello, persone comuni, che portano avanti una carriera lavorativa o non percepiscono più un reddito perché sono disoccupate o in pensione, possono trovare delle opportunità di guadagno, anche se l’affitto del proprio alloggio non è la loro attività primaria.

 

condivisione di monopattiniSecondo uno studio di Uniplaces, che si occupa perlopiù di affitti a studenti universitari, infatti, l’84%, circa, di proprietari di alloggi in affitto svolgono altre attività lavorative. Grazie quindi alla sharing economy, possono ottenere delle entrate extra, facilitate dall’utilizzo di piattaforme digitali che consentono loro di trovare nuovi ospiti e di gestire al meglio la propria attività.

 

Il vero e puro modello di sharing economy nel mondo degli affitti brevi, poi, si nota quando il proprietario mette a disposizione la sua stessa casa per ospitare dei turisti. Insomma, l’host sfrutta una risorsa per guadagnare e offrire valore. Una caratteristica di questa forma economica è l’annullamento della distanza tra chi concede il servizio e chi lo acquista.

 

La sharing economy quindi trasforma una risorsa in fonte di guadagno, senza ulteriore lavoro o sprechi. Inoltre, è un modello di attività che non richiede particolari investimenti iniziali, in quanto la risorsa è già a disposizione (se possiedi già un alloggio) e dunque è accessibile a chiunque.

 

Stanno infatti aumentando di anno in anno gli host che decidono di offrire il proprio alloggio per consentire ai turisti di visitare la zona e per ottenere dei profitti.

 

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Benefici della sharing economy

Grazie alla sharing economy, non solo si possono avviare nuove attività imprenditoriali con bassi investimenti e potenziali profitti, ma si offre agli acquirenti un servizio in più, accessibile, a costo contenuto ed efficiente.

 

Immagina di voler visitare un borgo in mezzo alle colline del centro Italia, non molto collegato da autobus o altri mezzi di trasporto. Un servizio di car sharing potrebbe consentirti di raggiungere il borgo comodamente, utilizzando un veicolo per poche ore oppure salendo in auto con altri turisti che devono andare nella stessa direzione.

 

sharing economy e affitti breviUn servizio come il car sharing, quindi, è in grado di generare valore, semplicemente sfruttando una risorsa già esistente come la vettura di un turista. Il tutto, inoltre, impattando meno sull’ambiente, rispetto alla scelta di utilizzare la propria macchina.

 

Dal punto di vista degli affitti brevi, la sharing economy consente ai visitatori di conoscere più da vicino un territorio, in un’ottica di slow tourism, in cui l’ospite gode dell’ambiente locale, dei prodotti, dell’accoglienza e le usanze delle persone della zona. Questa è una grande opportunità di valorizzare dei luoghi meno turistici e noti, promuovendo inoltre la conoscenza e la cultura, oltre che il rispetto per l’ambiente.

 

Un’economia di questo tipo favorisce i profitti degli host, ma crea anche un’economia che aiuta anche le zone meno visitate a ottenere più visitatori e quindi guadagni.

 

Conclusioni

In questo articolo abbiamo scoperto il rapporto tra sharing economy e affitti brevi. Questa forma economica apre le porte a nuove opportunità di guadagno, senza sprechi e promuovendo al contempo la sostenibilità e la riduzione degli sprechi.

 

Speriamo che con questo contenuto tu abbia compreso i benefici di un’economia di condivisione e che valuterai l’idea di investire su un’attività di business nel mondo degli affitti brevi. Noi di Turidea saremo al tuo fianco con i nostri servizi professionali:

 

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