Tassa di soggiorno affitti brevi: quant’è e come si paga

Tra gli adempimenti normativi più delicati che ruotano attorno alla gestione di un appartamento, c’è sicuramente la questione della tassa di soggiorno affitti brevi. Lo sappiamo bene noi che gestiamo alloggi per conto dei proprietari e dobbiamo affrontare spesso questa mansione.

 

Questa imposta non è applicata in ogni località, e raramente è la stessa: ogni comune ha infatti il diritto di  impostarla come meglio crede, seguendo comunque le direttive del decreto legislativo n. 23/11. Ecco alcuni esempi per notte: Roma 3,5€, Milano 2€, Firenze 3€, Torino 2,30€, Venezia fino a 5€. Solitamente tale importo si sostiene per un massimo di pernottamenti, indicativamente 5 o 7, ed oltre non si paga nulla.

 

Nonostante questo sia un argomento molto variegato e con sfaccettature diverse in ogni zona d’Italia, cercheremo in questo articolo di parlare dei tratti comuni della tassa di soggiorno, scoprendo che cos’è, come si paga, quando va versata e quali sanzioni rischia chi omette quest’obbligo. Spiegheremo anche quali soggetti sono esenti e cosa fare con chi si rifiuta di pagare.

Allora, cosa aspettiamo? Entriamo nel vivo!

Che cos’è e come si calcola

imposta di soggiornoLa tassa di soggiorno affitti brevi è un imposta introdotta nell’ambito della normativa sul federalismo fiscale e si applica alle locazioni turistiche, oltre che ovviamente alle strutture ricettive classiche come gli hotel (in questo caso con tariffazioni diverse in base alla categoria). Questo contributo è obbligatorio in molti comuni ma non in tutti: se abiti in una città di medie-piccole dimensioni controlla con il tuo municipio, non è detto sia applicata!

 

Non molti sanno che le persone residenti nel comune stesso non sono tenute al pagamento di questo onere: se ti dovesse capitare ad esempio di fare un week end benessere in un hotel della tua città, non dovrai pagarlo!

Riciorda che si tratta di un doppio obbligo contributivo: da una parte il turista è tenuto al versamento, ma dall’altra il proprietario deve richiederla e versarla agli apposti uffici.

 

Come si paga la tassa di soggiorno e quando

Alcuni dei proprietari che ci affidano il loro alloggio in gestione ci chiedono quali sono i modi per pagare la tassa di soggiorno affitti brevi, quando va versata e se è necessario recarsi allo sportello. Anche se come anticipato, la procedura varia da comune a comune, tendenzialmente funziona così:

 

  1. I soldi vanno raccolti in contanti emettendo ricevuta, con saldo a parte rispetto al normale canone.
  2. Il versamento viene fatto trimestralmente, il che significa che 4 volte all’anno dovrai rompere il salvadanaio e verificare che il numero di ospiti e di pernottamenti coincida con i contanti a disposizione.
  3. Le modalità di pagamento solitamente sono duplici: ci si può recare presso l’apposito ufficio, oppure fare un bonifico sul conto corrente indicato.
  4. Ricorda di tenere da parte tutte le ricevute rilasciate agli ospiti!

 

Soggetti esenti dal pagamento

sanzioni mancato pagamento della tassa di soggiornoNon tutti devono pagare la tassa di soggiorno affitti brevi: alcuni sono esenti… ma chi? Un esempio lo abbiamo già fatto poco sopra nominando coloro che sono residenti nel medesimo comune in cui pernottano, ma non è ,’unico caso. Ecco alcuni casi di esenzione, anche se la lista potrebbe essere più lunga, o diversa a seconda della città:

 

  • soggetti in “day use” ovvero che usano l’alloggio ma non pernottano
  • Coloro ospitati dal comune
  • Minori fino a 10, 14 o 18 anni, a seconda della regola locale
  • Invalidi
  • Accompagnatori di invalidi
  • Soggetti che assistono malati o ricoverati
  • Anziani oltre una certa età
  • Guide o accompagnatori turistici
  • Autisti che pernottano per esigenze di lavoro
  • Membri delle forze armate, vigili del fuoco o protezione civile in servizio

 

Alcuni comuni emettono appositi moduli nei quali riportare gli estremi dei soggetti esenti, e altri possono richiedere a questi ultimi di esibire della documentazione a sostegno del loro diritto.

 

Cosa fare se l’ospite si rifiuta di pagare

Un ipotesi remota (ma neanche troppo), è quella che l’ospite si rifiuti di pagare la tassa di soggiorno. Questo può succedere per varie ragioni, anche se la principale è la disinformazione: alcuni guest possono pensare che vuoi truffarli con costi a sorpresa, altri semplicemente non conoscono la pratica e sono diffidenti, altri ancora possono addirittura dirti “sono venuto qui lo scorso anno e non mel’hanno fatta pagare!”. In quest’ultimo caso come vedi, la presenza sul mercato di soggetti poco corretti può danneggiare gli affari e la reputazione di quelli più onesti.

 

Cosa fare quindi in questi casi? Noi di Turidea in base alla nostra esperienza di gestione appartamenti, ti suggeriamo di partire dalla comunicazione preventiva: scrivi nelle regole della casa di quest’obbligo e ripetilo prima dell’arrivo. Se ciò non dovesse bastare e i guest facessero orecchie da mercante, stampa ed esponi in bella vista all’ingresso la norma comunale che disciplina il tributo, possibilmente anche in versione inglese. Di fronte a queste prove sarà difficile negare l’evidenza, ma se anche questa mossa non dovesse sortire effetti, come ultima spiaggia puoi ricordare loro il rischio di una sanzione… chissà che l’idea di una multa non li smuova dalle proprie convinzioni!

 

Multe e sanzioni per chi non paga

come si paga la city taxUno degli argomenti più sentiti dai proprietari di alloggi che ci contattano per la gestione, è proprio il rischio di sanzioni legate al mancato versamento della tassa di soggiorno affitti brevi. Cosa si rischia?
Le multe vanno da un minimo di 50€ ad un massimo di 500€, ed è quindi bene fare attenzione e rispettare la legge.

 

Perché deve pagare il proprietario se è l’ospite che è tenuto al versamento? Perché se è vero che il soggetto pagante è il guest, ma è responsabilità dell’host raccogliere e versare il tributo.

Oltre a questo onere, è bene ricordare che sul titolare gravano anche gli adempimenti statistici: i primi giorni del mese si è tenuti a comunicare all’ufficio statistico regionale i flussi intercorsi nel mese precedente. In aggiunta, all’arrivo di ogni ospite si è tenuti a comunicare entro 24 ore alla questura competente, i dati degli inquilini tramite il portale alloggiati web.

 

Tutto troppo complicato? Pensi di non riuscire a seguire questi adempimenti? Ti possiamo dare una mano. Scopri come nel prossimo paragrafo?

 

Una gestione senza pensieri: la soluzione Turidea

Quanto sarebbe bello se il tuo appartamento affittato in locazione breve mettesse il “pilota automatico” e generasse una rendita senza alcun pensiero da parte tua? Come impiegheresti il tempo risparmiato? Si tratta di una prospettiva allettante e possibile: di fatto è proprio ciò a cui miriamo noi di Turidea!

 

Ci occupiamo di gestione di alloggi in affitto breve, e il nostro scopo è trasformare la tua struttura in un comodo bonifico da ricevere a fine mese. Per questo, mettiamo a tua disposizione servizi di promozione e di accoglienza che da una parte ottimizzano il rendimento del tuo immobile, e dall’altro supportano gli ospiti ad ogni soggiorno. Gestiamo anche le pulizie e le manutenzioni!

Se ti interessa, contattaci senza impegno per una consulenza mirata!

4.7 / 5.00 stelle
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By |2019-12-13T10:24:20+00:0014 Gennaio 2020|Blog|

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