Non è la prima volta che sul nostro blog affrontiamo l’argomento della tassa di soggiorno nel nostro blog, ed è anche un discorso che emerge molto spesso durante i nostri corsi di formazione per host: ecco perché abbiamo deciso di dedicargli altro spazio per chiarire ancora meglio le idee.

 

La tassa di soggiorno affitti brevi è un adempimento molto importante a cui prestare attenzione. Si tratta di una somma di denaro riscossa dalle strutture turistiche in base al comune in cui si trovano, richiesta agli ospiti per ogni notte di permanenza nell’alloggio. Questa è solo una breve premessa: quanto bisogna pagare? La devono versare tutti?

 

Prosegui nella lettura per ottenere maggiori informazioni su questo argomento. Per scoprire tanti contenuti formativi gratuiti sul mondo degli affitti brevi, segui anche il nostro canale YouTube Turidea.

 

Cos’è la tassa di soggiorno e come funziona

riscossione tassa di soggiorno 2La tassa di soggiorno è un’imposta richiesta dal Comune in cui si trova l’alloggio che viene applicata agli ospiti della struttura ricettiva. Interessa quindi case vacanze, Bed & Breakfast, ma anche Hotel, campeggi e molte altre.

 

L’importo della tassa varia molto da città in città e anche in base alla struttura ricettiva. Solitamente, infatti, gli ospiti di hotel o campeggi pagano di più rispetto a un host che offre una locazione breve.

 

La tassa di soggiorno è stata introdotta nel 2011 con il Governo Monti. Deve essere versata dagli ospiti che alloggiano in una struttura per una o più notti, mentre ai proprietari spetta il compito di trasferire questi soldi al Comune in cui essa si trova.

 

A quanto ammonta la tassa di soggiorno?

L’importo della tassa di soggiorno varia da Comune a Comune, ma non supera mai i 5€ a persona per notte. Per scoprire l’esatto importo da riscuotere nella tua località, il primo passo è consultate il sito web del municipio. Di solito online sono pubblicate apposite tabelle che riepilogano i valori da richiedere per ogni categoria (hotel, campeggi, e appunto appartamenti).

 

 

La tassa di soggiorno è responsabilità del proprietario

Hai letto bene: nonostante si tratti di un’imposta a carico degli ospiti, sarai tu poi a doverla riscuotere e versare al tuo Comune. Nello specifico, i tuoi obblighi in quanto proprietario sono:

 

  • fare in modo che l’ospite paghi la tassa di soggiorno. A volte alcuni si potrebbero rifiutare di versarla perché pensano che li stai truffando. Durante le nostre consulenze formative consigliamo sempre di essere chiari fin dall’inizio. Inserisci nell’annuncio del tuo alloggio la tassa dovuta, e poi ripetilo anche nel regolamento della casa. Se ancora l’ospite si rifiuta di pagare, cerca di spiegargli come funziona la legge sulla tassa di soggiorno magari inoltrandogli un link sul regolamento in materia;quanto è la tassa soggiorno
  • grazie alle ultime novità, puoi richiedere la tassa di soggiorno in contanti o con carta di credito (un tempo si poteva solo con il primo metodo). Tieni a mente che non solo dovrai emettere un apposita ricevuta relativa a questo adempimento, ma anche tenere il saldo a parte rispetto agli altri valori riscossi relativamente al soggiorno.
  • ogni tre mesi, dovrai versare l’ammontare delle imposte raccolte dagli ospiti al Comune.

 

In caso di mancato adempimento ai tuoi obblighi, rischi una sanzione fino a 500€. Avrai capito dunque perché è importante prestare attenzione al versamento della tassa di soggiorno in modo preciso e puntuale.

 

Chi non paga la tassa di soggiorno?

Esistono soggetti esenti dalla tassa di soggiorno:

  • ospiti che affittano l’alloggio in day use, quindi per solo qualche ora durante il giorno
  • bambini, fino a un’età decretata dal Comune
  • portatori di handicap con relativi accompagnatori
  • persone residenti nello stesso Comune della casa vacanze
  • over 65
  • guide, accompagnatori turistici o autisti
  • membri delle forze armate, vigili del fuoco o protezione civile in servizio

 

Informati sempre sulle tariffe previste dal tuo Comune. E’ possibile che in alcune zone la tassa di soggiorno sia prevista solo in alcuni periodi dell’anno. Diversi comuni invece, prevedono un limite di giorni massimo oltre i quali non è più richiesta, e altri hanno imposto un numero di notti sotto al quale è possibile non riscuoterla. Sul sito di ogni municipio, comunque, ci sono tutte le informazioni necessarie per non sbagliare.

 

Come comunicare l’importo della tassa di soggiorno agli ospiti?

pagamenti degli ospiti durante il check-inDurante i nostri corsi di formazione per gestori o aspiranti tali, insistiamo sempre affinché l’host sia trasparente e chiaro fin da subito: il consiglio è quello di specificare fin dai primi scambi di messagi che ci sarà una tassa di soggiorno da pagare. In questo modo, ti tutelerai da eventuali disguidi di fronte a ospiti che non sono propensi a pagare.

 

Alcune piattaforme OTA prevedono, nei loro annunci, la possibilità di inserire la tassa di soggiorno e renderla visibile agli ospiti. Ad esempio su Booking, recati nell’extranet e clicca su “Struttura”. Clicca su “IVA/tasse/supplementi” e seleziona l’importo consigliato. Se non ti è possibile modificarlo, contatta l’assistenza.

 

 

Conclusioni

La tassa di soggiorno affitti brevi è un’imposta che interessa gran parte delle locazioni turistiche. In quanto host, devi raccogliere le informazioni necessarie per capire se devi imporla ai tuoi ospiti, in quale entità, e a quanto ammonta la cifra.

 

Inoltre, è importante comprendere le modalità di versamento e la gestione del rifiuto di un ospite a pagare. Si tratta di un’evenienza da considerare, e che noi di Turidea possiamo gestire aiutandoti nella Gestione completa o parziale del tuo alloggio. Ci prenderemo personalmente cura della tua attività, mentre tu potrai dedicarti a ciò che ti piace.

 

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