Venezia è una città unica al mondo. Non ce ne sono altre che le somigliano: è una perla meravigliosa del Nord Italia. I turisti sanno bene che, visitando Venezia, accederanno a una zona ricca di storia e cultura, che sa offrire grandi emozioni. Si stima infatti che ogni anno la città sia visitata da 7.573.750 turisti, più di Madrid, Pechino, Abu Dhabi e Rio de Janeiro.

 

Il 2022 non è stato solo un anno di ripresa per il turismo a Venezia, ma anche un periodo di grandi cambiamenti: nel giugno di quest’anno, infatti, si è deciso che dal gennaio 2023, per visitare la città, sarà necessario pagare un ticket di ingresso.

 

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L’Amministrazione comunale ha preso questa decisione per ridurre il turismo di massa che rischia di gettare solo caos per le tranquille calette della città sulla laguna. Non ci sarà un numero chiuso, ma i controlli dei QR code rilasciati saranno molto severi.

 

I limiti sono stati imposti anche agli affitti brevi a Venezia. Continua a leggere e scopri di più. Se gradisci i video, troverai utile anche il nostro canale YouTube Turidea, dedicato al mondo delle locazioni turistiche!

Limitazioni Venezia: cosa devono sapere gli host

limitazioni Airbnb a VeneziaIn concomitanza con l’introduzione dei ticket per entrare a Venezia, il Comune ha anche preso la decisione di limitare il numero di strutture ricettive all’interno del Centro Storico. Il motivo di una scelta così drastica risiede nell’enorme diffusione degli immobili a uso turistico, aumentato di anno in anno anche per via delle piattaforme OTA che facilitano le prenotazioni.

 

Venezia è una città, cosiddetta, ad alta tensione abitativa, ovvero presenta un’elevata densità di abitanti per chilometro quadrato, problematica per la collocazione di queste persone in alloggi consoni per il loro benessere.

 

Gli host hanno, insomma, sottratto delle abitazioni a uso residenziale agli effettivi abitanti del Centro Storico, intaccando il tessuto economico e sociale della città. Mentre all’estero una normativa di questo tipo è già stata applicata a diverse città, in Italia si tratta di una novità assoluta che ha fatto un po’ storcere il naso ai proprietari di case vacanze.

 

Cosa cambia per gli host?

Il Comune intenderebbe limitare il numero di locazioni turistiche brevi in base alla zona in cui si trovano gli immobili. Potresti quindi essere in possesso di un appartamento non interessato alle nuove normative vigenti.

 

Altro limite che potrebbe interessarti se sei un host veneziano è quello dei 120 giorni in cui la tua casa vacanze può essere ceduta in affitto ai turisti. Questi possono anche non essere consecutivi e, superati i quattro mesi totali di attività di locazione, la destinazione d’uso dell’appartamento deve cambiare.

 

affitti brevi Venezia e vincoliUna sfida che sta affrontando il Comune di Venezia è quello di trovare una soluzione per fare in modo che nessun host debba rinunciare al suo business, ma che avvenga comunque un sistema di rotazione non discriminante, in modo da garantire ai turisti un’ampia scelta di strutture ricettive, ma senza portare al problematico turismo di massa.

 

Va detto per chiarezza che queste limitazioni non sono ancora state ufficializzate, e dunque non sono ancora legge. Si stanno ancora discutendo i criteri con cui si decide quali locazioni turistiche possano svolgere liberamente la loro attività e quali invece dovranno rispettare delle limitazioni.

 

Come comportarsi se si possiede una casa vacanze a Venezia

Gli host non possono certo opporsi alle Leggi Italiane che interessano la limitazione degli affitti brevi a Venezia. Si rischierebbe infatti sanzioni e la chiusura dell’attività in caso di inadempimento.

 

Le limitazioni imposte agli host a Venezia non interessano gli affitti tradizionali, ma quelli brevi. Scopri se ti conviene cedere la tua casa vacanze per lunghi periodi.

 

Non tutti sono d’accordo

Come detto, queste limitazioni sono ancora in discussione perchè stanno creando non poco dibattito tra personalità della politica e operatori di settore. C’è chi pensa che le locazioni durature non saranno maggiormente incentivate con la limitazioni di quelle brevi, in quanto le spese da sostenere per gli host sono maggiori e calano le opportunità di guadagno.

 

C’è invece chi pensa che queste limitazioni possano dare una svolta alla lotta contro l’evasione fiscale, consentendo alla città di Venezia di individuare i truffatori. Sta di fatto che sempre più città richiedono l’applicazione di normative simili a quelle della città sulla laguna (come Firenze o Bologna) oppure prendono iniziative autonome per limitare le locazioni turistiche brevi (come Roma).

 

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Gli operatori del settore si dicono preoccupati: finalmente il turismo si sta riprendendo e contribuisce molto alla crescita del Pil italiano. Inoltre, sono molti che non vedono una correlazione tra lo sviluppo degli affitti brevi e lo spopolamento di alcune zone delle città italiane. Quest’ultimo fenomeno dipenderebbe da altri fattori, come l’aumento del costo della vita nei centri storici o lo spostamento di attività industriali nelle periferie.

 

Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi per comprendere ciò che gli host devono affrontare per rispettare le regole a Venezia.

 

Noi di Turidea ci siamo sempre

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